AREA FAMIGLIA/MINORI

I dati ricavati dai questionari somministrati dagli operatori territoriali agli opinion leaders del Distretto, ci presentano una famiglia “in affanno” per motivi di varia natura.
Come si osserva dal grafico N. 1, infatti, in maniera omogenea sull’intero territorio, emergono principalmente problemi e/o esigenze di carattere economico. Ma, anche la vita di relazione risulta fortemente condizionata, infatti, affiorano le difficoltà dei genitori nella relazione con i propri figli.
In genere, tutti gli intervistati hanno illustrato casi di nuclei familiari caratterizzati da forte conflittualità, da relazioni disturbate, rapporti instabili. Tutti elementi che miscelati, di conseguenza, vanificano anche il ruolo educativo proprio dei genitori. Gli interlocutori, inoltre, hanno sottolineato che a questo tipo di difficoltà, nella maggior parte dei casi, fanno da sfondo sia condizioni esponenziali di deprivazione socio-culturale che difficoltà a sostenere una rete equilibrata di rapporti sociali.
La condizione di svantaggio dei genitori nello svolgimento del compito educativo percepita attraverso le interviste, trova conferma nei dati relativi al numero elevato di interventi effettuati nei vari Centri per la Famiglia (vedi www.centroperlafamiglia.eu). Infatti, le dinamiche familiari compromesse sia da fattori esterni che interni alla famiglia sono l’elemento che principalmente assorbe il lavoro degli operatori necessariamente proiettati verso interventi a sostegno della genitorialità.
Le famiglie mostrano di vivere spesso in solitudine la responsabilità genitoriale con conseguenti espressioni di fragilità nella gestione e nella conduzione del ruolo pedagogico.

N. 1

BISOGNI INESPRESSI

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Il grafico N. 2 che segue ci conferma che, secondo gli opinion leaders, le difficoltà economiche sopra accennate trovano riscontro nella presenza di famiglie con minori indigenti.

N. 2

NEL TERRITORIO SONO PRESENTI

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La presenza di minori trascurati, isolati e non scolarizzati ovvero minori che vivono in condizioni di pregiudizio, ha portato a sondare le difficoltà maggiormente da loro espresse (N. 3), la fascia d’età più esposta a rischio (N. 4) e i fattori di rischio (N. 5).

N. 3

DIFFICOLTA’ DEI MINORI OSSERVATE DALLA SCUOLA

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La condizione di “disagio” giovanile, secondo gli operatori scolastici, si manifesta, in genere, con un atteggiamento di disinteresse verso tutto e tutti, accompagnato anche da manifeste difficoltà a stabilire relazioni.

N. 4

FASCIA D’ETA’ PIU’ ESPOSTA A RISCHI

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I minori più segnati dalle problematiche familiari sono quelli frequentanti la Scuola Media, cioè i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, fase adolescenziale caratterizzata da un periodo di cambiamenti, di trasformazione fisica e intellettuale.

N. 5

FATTORI CHE ESPONGONO A MAGGIOR RISCHIO DI DISAGIO I MINORI OSSERVATI DALLA SCUOLA

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I fattori che secondo gli operatori della Scuola espongono i minori a maggior rischio di disagio sono la disattenzione dei genitori, seguita dall’assenza di sani e liberi luoghi di aggregazione. Il dato sulla disattenzione dei genitori va assolutamente collegato ai grafici precedenti con particolare riferimento alla difficoltà educativa dei genitori ed all’assenza di regole in famiglia. I minori trascorrono il loro tempo libero soprattutto frequentando Parrocchie che rappresentano l’unico centro di aggregazione presente sul territorio (N. 6). La Parrocchia, del resto, figura quale maggior referente per i minori (N. 8). Secondo gli operatori scolastici, invece, i minori vorrebbero impegnare il loro tempo libero svolgendo attività sportive (N. 7).

N. 6

COME TRASCORRONO IL TEMPO LIBERO I MINORI SECONDO LA SCUOLA

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N. 7

COME VORREBBERO TRASCORRERE IL TEMPO LIBERO I MINORI SECONDO LA SCUOLA

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N. 8

REFERENTI TERRITORIALI PER I MINORI

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AREA POVERTA’

Poiché la povertà è un elemento ricorrente nei risultati dei questionari/intervista, di seguito si rendono noti i risultati ottenuti.
La povertà secondo i tre quarti degli gli intervistati è un fenomeno in assoluto aumento (N. 1).
I parroci in gran parte ci hanno fornito dati concreti essendo la parrocchia il luogo meta privilegiata del povero. I parroci, inoltre, hanno evidenziato che la forbice del bisogno si è aperta in maniera esponenziale, includendo non solo i così detti poveri “storici”, ma anche persone, intere famiglie che fino a qualche anno fa conducevano autonomamente la loro vita. In proposito si valuti il dato del grafico che segue sull’aumento del costo della vita (N. 2).
Tra i poveri, spesso insospettabili, vi sono soprattutto gli immigrati, ma anche tanti cittadini che per ritegno, dignità o orgoglio affidano esclusivamente ai parroci le proprie difficoltà.
L’ultimo grafico (N. 3) in modo molto variegato rappresenta il tipo di aiuto maggiormente ricorrente.

N. 1

LA POVERTA’ E’ UN FENOMENO CRESCENTE?

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N. 2

DA COSA E’ DETERMINATA LA POVERTA’?

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N. 3

Cosa chiede chi è in stato di povertà
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